Il Napoli ha perso un altro pezzo importante, ieri durante la gara contro la Fiorentina, il capitano Di Lorenzo, e nel post gara, il tecnico Antonio Conte, ha lamentato le tante gare giocate dai calciatori che provocano continui infortuni. Xavier Jacobelli, giornalista, commenta così, attraverso i social:
“Di Lorenzo ko, sacrosanta l’ira di Conte contro il silenzio di Lega, Fifa, Uefa, Assocalciatori Il grave infortunio del capitano del Napoli è solo l’ultimo di una lunga serie. La forsennata ricerca di denaro è all’origine della moltiplicazione delle partite che manda in infermeria o in ospedale sempre più calciatori. Nell’indifferenza di chi organizza i calendari e del sindacato di categoria È sacrosanta l’ira di Conte, manifestata dopo la vittoria del Napoli sulla Fiorentina, ma resa amara dal grave infortunio patito dal capitano Di Lorenzo. È sacrosanta perché l’allenatore dice il giusto pronunciando la sua invettiva, con parole forti e chiare. Segnano quanto la misura sia colma, per rompere il silenzio assordante di Lega, Fifa, Uefa, Assocalciatori che oppongono indifferenza all’incremento degli infortuni, causato dalla moltiplicazione delle partite, a livello nazionale e internazionale, scaturito dalla forsennata ricerca di denaro. “Di Lorenzo? Si parla del ginocchio, di una rottura del ginocchio. Ne pagano le conseguenze il Napoli e la Nazionale, ci dobbiamo giocare il Mondiale e mi dispiace tanto per il ragazzo. Ti senti non dico colpevole, ma se siamo questi, un po’ di affaticamento c’è. E quando sei un po’ stanco, la muscolatura le risposte non le dà sempre positive. Ti va bene, ti fai male, una distrazione muscolare, oppure ti rompi un tendine o un ginocchio e ti fai male. Rovini la stagione a te, al club, alla Nazionale. Detto questo, i ragazzi di questo tour de force vanno ringraziati perché hanno fatto qualcosa di straordinario: nessuno a livello professionistico ha avuto una emergenza come la nostra“. Ancora: “Per di più abbiamo anche il mercato bloccato, è fantastico: abbiamo 240 milioni in cassa, altri club sono indebitati e noi abbiamo il mercato bloccato. Queste sono le regole, le accettiamo ma ogni tanto andrebbe fermarsi invece di pensare alle nuove regole del calcio, il VAR, i falli di mano, le partite in Australia o Arabia Saudita. Bisogna tutelare chi è il vero artefice di questo sport, i calciatori: non lo siamo noi, sono loro. E vanno tutelati meglio perchè altrimenti il calcio muore. Sono incazzato”. Qui non si tratta di prendere le parti del Napoli, incontrovertibilmente danneggiato su tre fronti: gli infortuni a catena, il calendario folle, la mancata solidarietà di Juve, Inter e Roma (astenuto il Milan) che, il 21 gennaio scorso, avrebbero potuto sbloccare il mercato partenopeo, se si fossero trovate d’accordo con le altre 16 società dichiaratisi favorevoli. Qui si tratta di sottolineare la verità di quanto ha detto Conte: il Palazzo del calcio la conosce bene”.
