Perché si chiamano giorni della merla? Storia e mito dei giorni più freddi di gennaio
(Adnkronos) – Da oggi, 29 gennaio 2026, iniziano i giorni della merla che dureranno fino al 31 del mese. In Italia torna così un’antica tradizione legata alle condizioni climatiche più rigide dell’inverno. Secondo la saggezza popolare, questi tre giorni sarebbero i più freddi dell’anno e, in modi diversi, ricorrono nella memoria collettiva come simbolo della lotta contro il gelo e dell’avvicinarsi della primavera.
Il nome curioso, giorni della merla, deriva da una leggenda popolare che ha attraversato secoli di racconti orali e varianti regionali. La versione più nota narra di un tempo in cui i merli (uccelli oggi riconosciuti per il loro piumaggio scuro) avevano invece piume bianche come la neve. Durante un inverno particolarmente rigido, una femmina di merla e i suoi piccoli, incapaci di affrontare il gelo, si rifugiarono in un camino acceso per scaldarsi. Vi rimasero per tre giorni, uscendone solo all’inizio di febbraio con il piumaggio annerito dalla fuliggine del focolare. Da allora, si dice, i merli sono diventati neri e quei giorni finali di gennaio sono rimasti legati alla memoria del freddo intenso che li costrinse a cercare riparo.
Secondo la tradizione, dunque, se i giorni della merla sono particolarmente freddi, la primavera arriverà mite e presto. Se invece sono tiepidi, l’inverno si protrarrà ancora. Questa credenza popolare non trova però conferme scientifiche solide: i dati meteorologici mostrano che il picco delle temperature rigide può variare e non sempre coincide con queste date.
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