Ia in sala operatoria, a Parma 200 specialisti per l’anestesia di precisione

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(Adnkronos) – Un modello di “intelligenza umana con supporto artificiale” per una sanità digitale più efficace e una medicina sempre più personalizzata. E’ questo il focus al centro del convegno degli anestesisti-rianimatori e chirurghi sull’Ia nel percorso perioperatorio in programma a Parma il 29 e il 30 gennaio. L’appuntamento per oltre 200 professionisti sanitari da tutta Italia è nella Sala Congressi del Padiglione Centrale 6 dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma per ParmAI Week 26. Obiettivo: esplorare le applicazioni dell’intelligenza artificiale (Ia) e delle nuove tecnologie in medicina perioperatoria. Organizzato sotto la direzione scientifica di Elena Bignami, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Saarti) e direttrice dell’Uoc II Anestesia e Rianimazione dell’Aou Parma, di Valentina Bellini anestesista-rianimatore dell’Aou Parma e di Paolo Del Rio, direttore del Dipartimento ad attività integrata chirurgico generale e specialistico e della struttura complessa Chirurgica dell’Aou Parma, l’evento scientifico rappresenta un importante momento di confronto tra discipline e una occasione di aggiornamento professionale. 

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Il convegno, accreditato Ecm da Siaarti in qualità di provider, ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, dell’Università degli Studi di Parma (guidata dal Rettore Martelli) e dell’Aou di Parma (diretta da A. Campagna), dalle Federazione Società medico-scientifiche italiane (Fism), della Società italiana di chirurgia (Sic), della Società italiana di health technology assessment (Sihta), dell’Associazione italiana ingegneri clinici (Aiic) e di Choosing Wisely Italy. “Il futuro della medicina passa per l’integrazione tra competenze umane e le nuove tecnologie, come gli algoritmi predittivi – afferma la presidente Bignami . Il focus di questa edizione sarà su come l’Ia e le innovazioni tecnologiche possano migliorare la routine nei diversi ambiti clinici anestesiologici, aumentando la precisione delle previsioni cliniche e riducendo il margine di errore umano. Verranno presentati casi reali di utilizzo delle diverse forme di intelligenze artificiali (predittive e generative) e delle nuove tecnologie come la telemedicina, i dispositivi indossabili e l’impiego di gemelli digitali. Si parlerà anche di formazione, di etica dell’integrazione dei dati sanitari e di Green Ai”. 

“È di questi giorni la notizia che OpenAI ha annunciato una funzione all’interno del famoso ChatGpt per supportare salute e benessere. In questo contesto di crescente integrazione tra intelligenza artificiale e dati sanitari personali, diventa strategico promuovere sistemi di sanità digitale pubblici, trasparenti e possibilmente integrati, per esempio, con il Fascicolo sanitario elettronico – sottolinea Bellini -. L’utilizzo di piattaforme proprietarie per la gestione di dati clinici sensibili pone interrogativi importanti su sovranità del dato, sicurezza ed equità di accesso. Un’infrastruttura pubblica di Ia in sanità permetterebbe invece di valorizzare l’innovazione come supporto alle decisioni cliniche, nel rispetto della privacy e della centralità della relazione medico-paziente”. 

ParmAI week 26 – riporta una nota – si distingue per un’impostazione multidisciplinare che vede coinvolti anestesisti-rianimatori, ingegneri biomedici, esperti di Ia, specialisti di cyber security e giuristi, come l’avvocato Gabriele Franco dello Studio associato Panetta, impegnati nella definizione di standard di sicurezza e linee guida europee come l’Ia Act. Da questa sinergia sta nascendo un tavolo tecnico permanente, coordinato dai professori Valentina Bellini e Maurizio Cecconi, con la partecipazione di Siaarti, Aiic e la Sihta, volto a stabilire standard condivisi per l’introduzione delle nuove tecnologie in ambito sanitario. 

“Numerosi i professionisti di Aou Parma e dell’Università di Parma coinvolti per le loro competenze in ambito tecnologico e formativo – evidenzia Del Rio -. L’obiettivo è definire criteri chiari per una governance efficace dell’innovazione in medicina, nel rispetto dei principi di sicurezza, sostenibilità e adeguatezza giuridica”.  

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