Una napoletana alle Olimpiadi invernali. Non è uno scherzo, ma la solida realtà di Giada D’Antonio, la black panther di San Sebastiano a Vesuvio, prima napoletana di sempre convocata in una olimpiade invernale, sarà al cancelletto di partenza il 18 febbraio per lo slalom speciale delle Olimpiadi. Al pari di Mikaela Shiffrin, Camile Rast, Wendy Holdener e via, via tutte le protagoniste della coppa del mondo che fino ad ieri guardava solo in tv. «Per me è una grande gioia», ha detto Giada alla sua famiglia subito dopo l’ufficialità della convocazione.
«E per noi tutti che l’abbiamo seguita in questo percorso è motivo di felicità e orgoglio», aggiunge il papà Fabio D’Antonio. Per tutti a casa è un sogno che si avvera. «Mia figlia è una che ha iniziato da pochissimo questo percorso professionistico», dice ancora emozionato il papà di Giada che sta già preparando la valigia con destinazione Cortina. «Non potrei mai perdermi questa gara. Nel cuore ci auguravamo la chiamata, ma se non fosse arrivata non sarebbe successo nulla». Giada è una ragazza di 16 anni che sa gestire le emozioni.
LA STORIA
È questa non è la storia della Giamaica di bob di disneyana memoria, ma quella di una splendida sedicenne reputata da tutti un autentico fenomeno che si sta imponendo all’attenzione internazionale fino a staccare il pass per la sua prima olimpiade. Da anni gli addetti ai lavori la osservano con attenzione, ma quello che è accaduto a novembre ha accelerato tutto. Le prime due gare Fis in carriera, due vittorie, per di più partendo con pettorali proibitivi – 82 e 63 – e contro atlete più grandi, più forti fisicamente, più esperte. Nel primo slalom, il distacco inflitto alle coetanee è stato quasi imbarazzante: la seconda 2009 ha chiuso 25ª, a oltre otto secondi. Numeri che non appartengono al caso. Il passaggio al mondo FIS, di solito, è un reset brutale. Si ricomincia da zero, si smette di vincere, si impara a perdere. Giada D’Antonio no: ha continuato ad attaccare, come se nulla fosse cambiato.
«Parlano tutti della difficoltà del cambio di categoria, invece mi sono sentita subito a mio agio, fluida, convinta», ha raccontato dopo le gare svizzere di Schilthorn. Poi tre gare in coppa del mondo, un paio nel circuito Nor-Am (l’equivalente della nostra Coppa Europa) prima della telefonata destinazione Cortina. Niente Alpi sotto casa, ma Appennini, chilometri in auto, sveglie notturne. È cresciuta nello Sci Club Vesuvio, presieduto dallo zio Stefano Romano, e ha imparato a sciare a Roccaraso. La sua pista del cuore è “il Macchione”. Il primo titolo italiano arriva a 9 anni, poi una sequenza impressionante nella categoria Children: vittorie, distacchi, personalità. All’Alpe Cimbra FIS Children Cup ha dominato, ai Campionati italiani 2025 a Ovindoli ha vinto in gigante e nello skicross, sfiorando il podio anche in superG nonostante la scarsa visibilità. Ha lasciato Napoli nell’estate 2025, trasferendosi a Predazzo, in Val di Fiemme, uno dei cuori pulsanti di Milano-Cortina 2026.
«Da bambina la normalità erano 12 ore di viaggio per le gare», ha raccontato. Alle gare con la mamma Sandra, ecuadoregna che a Napoli ha trovato l’amore, sua mentore e confidente, mentre il lavoro quotidiano è affidato a Carlo Ceccato, allenatore esperto e punto di riferimento tecnico. La preparazione l’ha portata lontano, fino a Ushuaia, in Argentina, con la selezione giovanile azzurra. E i risultati sono arrivati uno dopo l’altro. Pensare a una napoletana alle Olimpiadi invernali non è più una suggestione folkloristica. È un’ipotesi concreta, costruita a forza di risultati, sacrifici e chilometri. La montagna, per Giada, non è un limite geografico: è una vetta da scalare. E Napoli, da lontano, la guarda con orgoglio. «Grazie a Black Panther, la nostra Giada, lo sci Campano ha un olimpica, la soddisfazione di Antonio Barulli, presidente del comitato campano della Federsci – Oggi scriviamo una pagina di storia del movimento campano della federazione sport invernali. Da diversi anni supportiamo il percorso di Giada e continueremo a farlo Sempre Forza Black Panther». «È una emozione sempre più forte dopo l’esordio del 28 dicembre che rappresenta un ulteriore coronamento del grosso lavoro svolto da club e la conferma delle immense capacità della nostra Giada. Le sue doti principali sono l’umiltà e la normalità», il saluto del presidente dello sci club Stefano Romano. Fonte: Il Mattino
