Nulla è ancora perso. Né in campionato né in Champions. Ma tutti i problemi del Napoli si sono accumulati partendo da un errore strategico ovvero quella di credere di avere la squadra più forte dopo aver vinto lo scudetto e di avere comprato il meglio nel mercato estivo. I problemi, si legge sul quotidiano Il Mattino, sono anche societari: nulla ancora fa pensare a una stagione fallimentare, ma il quarto risultato negativo nelle trasferte in Champions ha i suoi motivi in ogni segmento della squadra. In difesa, quando si perde il pilastro Rrahmani per guai fisici (che, però, era in campo in casa del Benfica) sono sempre dei guai.
Sta mancando l’equilibrio di Buongiorno, il difensore più pagato nella storia azzurra. Gli infortuni hanno tolto di mezzo, tra l’altro, Anguissa, chiave tattica di Conte, jolly capace di far sfruttare meglio McTominay. È una risorsa in più di una squadra che è stata costretta a cambiare modulo troppo spesso. Il vecchio Napoli dello scudetto mai e poi mai si sarebbe fatto recuperare un gol in 11 contro 10. L’atteggiamento spocchioso della ripresa è ingiustificabile. Il vuoto lasciato da De Bruyne è il buco nero di tutta la stagione, ed è una colpa se i dirigenti azzurri non corrono al riparo con altri acquisti. Con o senza qualificazione ai playoff Champions.
