“Non c’è nulla da dire, ognuno sa cosa ha funzionato”
Antonio Conte non promette serenità, perché dietro quel laconico «non c’è nulla da dire, ognuno sa cosa ha funzionato» si nasconde tutta l’amarezza di un allenatore che non riesce a perdonare il pari in Champions. Il tecnico del Napoli è alle prese con i problemi fisici di diversi giocatori e con l’attesa, sempre più snervante, di rinforzi di mercato che ancora non si vedono.
Conte non accetta critiche sui suoi metodi di lavoro: se la squadra è arrivata fin qui, è proprio grazie a quell’impostazione. Si sente responsabile tecnico di tutto, ma anche manager: le richieste sono state fatte, ora attende che diventino realtà.

Anche in piena emergenza, Conte crede che a Torino, contro la Juventus, possa arrivare una prova capace di rianimare l’ambiente.
Nessun alibi per nessuno. Quel secondo tempo in Danimarca, giocato a un ritmo inaccettabile, resta, secondo quanto riportato da ilmattino, una ferita aperta. Essere raggiunti con l’uomo in più è un affronto che Conte proprio non riesce a digerire.
