Dall’estate parametro più stringente, scenderà a 0,7. Spieghiamo tutto!
Il costo del lavoro, inclusi ammortamenti e stipendi, in rapporto ai ricavi delle società, tra cui diritti tv, sponsor e biglietteria: si calcola così il parametro che ha limitato il mercato del Napoli di fatto rendendo possibile solo quello a saldo zero (tanto esce, tanto entra). Il costo del lavoro allargato è ispirato alla “squad cost rule” dell’Uefa, che fissa al 70% le spese di stipendi, commissioni e ammortamenti per chi partecipa alle coppe. Il CLA ora è fissato allo 0,8. Alla misurazione di fine dicembre della nuova commissione voluta dai ministri Abodi e Giorgetti, e presieduta da Atelli, la Lazio, che aveva avuto il mercato bloccato in estate, è rientrata per tempo; il Napoli e il Pisa invece non ce l’hanno fatta, anche se i toscani hanno immesso liquidità, superando l’impasse. Rientrare nella soglia dello 0,8 significa, banalmente, che spendendo 100 milioni tra ingaggi e cartellini ne serviranno 125 di ricavi. Dall’estate, nonostante la contrarietà di molti presidenti, si scenderà a 0,7 per perseguire una maggiore sostenibilità del sistema. Con gli stessi 100 milioni di spesa, i ricavi dovrebbero salire a 145.
Fonte: CdS
