Stop a trasferte tifosi Roma e Fiorentina, decisione contro nuovo codice battaglie ultras

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(Adnkronos) – La scelta dura del Viminale, che ha deciso di impedire le trasferte dei tifosi di Roma e Fiorentina fino alla fine dell’anno, è una decisione che vuole arginare l’affemarsi di un nuovo codice negli scontri tra ultras. E’ cambiato il modo di andare in trasferta, meno spostamenti in treno e in pulmann e trasferimenti con auto e van noleggiati più difficili da intercettare, con il rischio concreto di trasformare le autostrade italiane in territorio di sfide, agguati e rese dei conti più o meno programmate.  

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La stretta sulle trasferte arriva dopo che domenica scorsa, sull’autostrada A1, si sono verificati scontri tra ultras della Fiorentina e della Roma, in viaggio per raggiungere i luoghi delle trasferte delle rispettive squadre, a Bologna e a Torino. I tafferugli, nel corso dei quali sono state danneggiate alcune auto, sono scoppiati da tra l’autogrill Cantagallo e l’uscita per Bologna Casalecchio.  

Le caratteristiche di questi scontri, uniti ai “gravi precedenti” in Italia e all’estero per le due tifoserie, ha indotto il ministero dell’Interno a un provvedimento che vuole essere evidentemente esemplare e che viene considerato indispensabile per fermare una deriva ritenuta particolarmente pericolosa.  

Si sta riaffermando una logica che sembrava superata, quella delle azioni mirate a colpire e umiliare la tifoseria rivale, con il furto di bandiere e striscioni da rivendicare come un trofeo di guerra che diventa immediatamente un’onta da lavare per chi lo subisce. L’intervento del Viminale punta a bloccare un fenomeno che rischia di degenerare in una catena di attacchi e vendette che si consumano lontano dagli stadi. 

La decisione viene bollata subito come “sproporzionata” rispetto ad altri precedenti e “immotivata” nelle reazioni di tanti tifosi su X, che rilanciano l’hashtag #trasfertelibere, minimizzano i fatti avvenuti domenica scorsa e fanno paragoni con la gestione dell’ordine pubblico in altri Paesi, come la Germania, dove gli scontri tra tifoserie sono definiti molto più duri e le trasferte non sono mai vietate.  

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