Italia-Russia, Lavrov: “Relazioni al punto più basso, ma chi vuole parlare con noi ci chiami”
(Adnkronos) – ”Chi vuole parlare con noi, chi è seriamente interessato a farlo, ci chiami”. Così il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato dei leader europei che auspicano la necessità di un dialogo con Mosca, tra cui la premier Giorgia Meloni. Un’apertura che si accompagna però a una constatazione netta: le relazioni tra Italia e Russia “sono al loro punto più basso”. “Per quanto riguarda i rapporti con l’Italia e il fatto che siano al loro punto più basso, mantengo le mie parole”, ha dichiarato Lavrov, accusando Roma di essere “uno dei pochi Paesi che attualmente rifiuta l’arte russa”.
Intervenendo alla conferenza stampa annuale sulla politica estera di Mosca, durante la quale ha tracciato un bilancio dell’azione diplomatica russa e affrontato i principali dossier internazionali, il capo della diplomazia di Mosca ha citato, in particolare, l’annullamento di tournée di artisti russi, come quella di Ildar Abdrazakov. “Il governo italiano, o i governi delle regioni, in alcuni casi annullano tournée concordate dei nostri cantanti lirici”, ha affermato, aggiungendo che “ci sono stati diversi altri esempi prima di questo, in cui sono stati invitati artisti russi di fama mondiale, sono stati firmati accordi e poi queste tournée sono state annullate”.
Lavrov ha quindi ribadito che Mosca resta disponibile a un confronto politico con i leader europei che lo auspicano, citando indirettamente anche la premier Giorgia Meloni, pur sottolineando che il livello delle relazioni bilaterali resta “al punto più basso”.
Ampio spazio è stato dedicato alla guerra in Ucraina. Secondo Lavrov, la Russia “continua a cercare una soluzione diplomatica alla crisi” ed è “sempre stata aperta a questo”, mentre l’Occidente avrebbe sistematicamente ostacolato i tentativi di pace. “Siamo impegnati, come ha ripetutamente sottolineato il presidente Vladimir Putin, a trovare una soluzione diplomatica alla crisi ucraina”, ha affermato, sostenendo che “a partire dal 2014 e soprattutto dal 2022, non è mancata la buona volontà da parte della Federazione Russa nel raggiungere accordi politici”. Tuttavia, “ogni volta, i nostri vicini occidentali, e soprattutto europei, hanno fatto tutto il possibile per minare questi accordi”.
Nel mirino di Lavrov è finita anche l’Europa in relazione all’attuale amministrazione americana. “Si stanno comportando esattamente allo stesso modo nei confronti delle iniziative promosse dall’amministrazione di Donald Trump, cercando in tutti i modi di convincere l’amministrazione americana a non negoziare con la Federazione Russa”, ha osservato.
Il ministro ha poi toccato il tema delle tensioni sul caso Groenlandia. “Si stanno creando crisi all’interno della stessa società occidentale. La Groenlandia ne è un chiaro esempio”, ha dichiarato, aggiungendo che attorno all’isola “si stanno sviluppando discussioni che prima sarebbero state difficili da immaginare, tra cui la prospettiva di una continua esistenza della Nato come blocco politico-militare occidentale unificato”.
Lavrov, non ha dubbi che “gli Stati Uniti siano perfettamente consapevoli che la Russia e la Cina non hanno intenzione di conquistare la Groenlandia”, definita inoltre “non parte naturale della Danimarca”, ma “una conquista colonia danese”.
Era difficile immaginare che le discussioni sulla Groenlandia avrebbero minato l’unità della Nato. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nella sua conferenza stampa annuale. “Si stanno creando crisi all’interno della stessa società occidentale. La Groenlandia ne è un chiaro esempio, sulla bocca di tutti, e attorno alla quale si stanno sviluppando discussioni che prima sarebbero state difficili da immaginare, tra cui la prospettiva di una continua esistenza della Nato come blocco politico-militare occidentale unificato”, ha affermato Lavrov.
Sul fronte dei rapporti con Washington, il capo della diplomazia russa ha espresso un giudizio relativamente positivo su Donald Trump, definendolo “pragmatico”. “L’Amministrazione di Donald Trump è pragmatica e riconosce la necessità non solo di unire un gran numero di Paesi sotto la sua guida, ma anche di tenere pienamente conto dei loro legittimi interessi”, ha affermato.
Restano però destinate a durare, secondo Lavrov, le tensioni economiche transatlantiche: “Dureranno parecchio tempo i problemi tra Stati Uniti, Europa e altri Paesi legati ai dazi”.
Infine, Lavrov ha confermato che la Russia ha ricevuto dagli Stati Uniti “una bozza dello statuto” del ‘Board of Peace’ per la Striscia di Gaza, insieme a “proposte specifiche”, dopo che il presidente russo Vladimir Putin è stato invitato da Donald Trump a far parte del ‘Board’.
Mosca, ha spiegato, esaminerà attentamente l’iniziativa prima di prendere una decisione. Il ministro ha comunque ribadito che, per una soluzione duratura della crisi mediorientale, “resta cruciale il riconoscimento dello Stato palestinese”.
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