Superstiti, contati, “sopravvissuti”. I termini si sprecano ed ovviamente è bene ricordare che riguardano solo l’infermeria di una squadra di calcio. In casa Napoli, comunque, la situazione è sportivamente difficile. La Gazzetta dello Sport scrive in merito: “Tra i desaparecidos di questi cinque mesi che definire terribili sarebbe un eufemismo, Romelu Lukaku ha avuto il ruolo di portabandiera della sfortuna: dal 14 agosto, nel momento del crack al retto femorale della coscia sinistra, il suo ruolo è stato decorativo per trenta partite trenta, un rimpianto grande e grosso come la sua stazza e la sua statura. E però adesso che questo letargo impostogli dal destino pare stia per concludersi, un sorriso al check-in del pomeriggio gli restituirà le sensazioni dimenticate. In panchina, anche lì, c’è posto, e Big Rom l’ha prenotato, senza negarsi eventualmente la possibilità di far rifiatare qualche minuto Hojlund, che da diciannove partite porta sulle spalle i segni di una fatica esclusivamente sua, perché le tracce di Lorenzo Lucca sono sparite pure dal turnover più banale”
