Napoli e Conte, stessa anima e stesso corpo
Antonio Conte e il Napoli sono una sola cosa: lo stesso corpo, la stessa anima, la stessa irriducibile forza. La notte di San Siro è stata folle. Due volte sotto, due volte testa a testa, la furia dopo il rigore, l’inevitabile espulsione dopo l’exploit contro arbitro e quarto uomo, e per finire la festa meritata. E in fondo soprattutto un punto fondamentale, conquistato al culmine di una prestazione maiuscola al cospetto di una poderosa Inter, che ha impedito la fuga della fuoriserie di Chivu e alimentato le ambizioni dei suoi. Una notte da scudetto, ma anche il preludio alla squalifica in arrivo oggi: salterà domani il Parma e rischia seriamente di saltare anche il Sassuolo, dipende tutto dalla compilazione del referto. Si vedrà, manca un attimo.
Il Napoli, invece, scrive il CdS, ha centottanta minuti per ricominciare a viaggiare anche al Maradona. Dopo il passo falso di mercoledì contro il Verona: due partite in quattro giorni. Domani il Parma nel recupero della sedicesima giornata e sabato i l Sassuolo. Una vittoria contro la squadra di Cuesta, tra l’altro, darebbe la garanzia del terzo posto in solitudine, a +3 su Roma e Juve, ma potrebbe anche valere di più: dipende tutto dal risultato di Como-Milan, in agenda giovedì al Sinigaglia. Anche l’Inter andrà in campo domani, a San Siro con il Lecce: ormai ogni turno comincerà a valere tanto. E bisogna adattarsi alle esigenze.
Domani, dicevamo, Conte non ci sarà. Ma è come se ci fosse: a guidare la squadra in campo sarà il vice Stellini, una garanzia. Tecnicamente l’allenatore in panchina nella notte scudetto di maggio contro il Cagliari. Il Napoli è abituato a tutto. A qualsiasi difficoltà. Non conosce ostacoli come il suo allenatore. Non s’è mai arreso alle difficoltà di un’incredibile serie di infortuni e coincidenze sfortunate e non lo farà con il Parma. Questa è una certezza. È l’orgoglio di San Siro.
