«Il Milan ha campioni che possono risolvere la partita in qualsiasi istante. E poi ha una partita a settimana, un aspetto che non possiamo trascurare. Con le piccole continua a zoppicare, ma ha tutto per poter insidiare la vetta fino all’ultima giornata. Allegri sa come si vince uno scudetto».
C’è una cosa che l’ha sorpresa finora dell’Inter?
«Conosco bene l’ambiente e i ragazzi, sapevo si sarebbero ripresi dopo l’ultima stagione. Il nuovo allenatore è entrato in punta di piedi e ha portato un metodo nuovo che si sta rivelando vincente».
A cosa si riferisce nello specifico?
«Inzaghi aveva i suoi tredici giocatori e si basava soltanto su quelli. Chivu invece ha un modo molto diverso di vedere il calcio, sta coinvolgendo tutti. Zielinski è l’esempio lampante: ha recuperato un giocatore importante, diventato la vera arma in più. Cristian è stato in grandi spogliatoi, allenato dai migliori, e avverte il dovere di fare affidamento sull’intero gruppo».
«Io mi aspettavo questo impatto. Cristian è una persona intelligente e si è circondato delle persone giuste nello staff, lo stanno aiutando tanto. In carriera ha avuto grandi allenatori come Capello e Mourinho, è stato bravo a prendere qualcosa da ognuno di loro».
Il suo modo di comunicare ha colpito tutti.
«Cristian è uno che non piange mai, questo è sempre stato un suo punto di forza. Da allenatore si sta proponendo di cambiare le cattive abitudini di tanti colleghi a livello comunicativo, per questo stupisce molte volte il suo modo di rispondere alle domande».
Il Napoli si è ricompattato dopo un momento complicato.
«Complicatissimo, con tanti infortuni a inizio stagione. Conte ne è uscito grazie alla sua personalità, è un grande allenatore».
Il dibattito sulla favorita scudetto è più aperto che mai.
«L’Inter è una grandissima squadra, ma anche il Napoli ha lavorato molto bene negli ultimi anni. Gli azzurri sono già Campioni d’Italia e hanno speso tanti soldi sul mercato, per cui Conte non si deve nascondere: deve puntare a vincere lo scudetto e deve andare avanti in Champions».
Per gli equilibri che si sono creati nel club è ancora il Napoli di De Laurentiis o per certi aspetti è diventato ormai di Conte?
«Nessuno immaginava potessero vincere due scudetti negli ultimi anni, per cui è un club che funziona a prescindere dall’allenatore. Di sicuro c’è anche l’impronta forte di Conte. Sul mercato avrà avuto una importante voce in capitolo».
«Assolutamente Lautaro, il giocatore più forte del campionato, nella fase migliore della sua carriera. Ha esperienza e qualità».
Che ricordi ha di Chivu nello spogliatoio?
«È sempre stato un ragazzo tranquillo, educato. Non ha mai fatto sciocchezze. A quei livelli non puoi permettertelo, cosa che qualcuno ogni tanto non lo capisce. Lui era sempre gentile. Eppure affrontò in quei mesi una situazione molto delicata».
L’infortunio alla testa.
Allargando il discorso alle sue altre ex, invece, la Lazio non se la passa benissimo.
«Pensavo che con il ritorno di Sarri potessero far bene, poi abbiamo scoperto del mercato chiuso che ha impedito di dargli rinforzi. Ora sono andati via due giocatori fondamentali, non so cosa accadrà, ma spero si riprenda perché il campionato ha bisogno di una Lazio forte».
l rapporto tra Lotito e la piazza attraversa l’ennesima turbolenza.
«Lotito è una persona molto particolare. Negli anni ci sono stati alti e bassi, non è riuscito a mantenere un’asticella sempre altissima. A Roma giustamente si aspettavano di fare un percorso come quello del Napoli. De Laurentiis continua a migliorare il suo club, questo purtroppo alla Lazio non succede».
Il Genoa riuscirà a salvarsi?
«Lì la gente ti spinge a prescindere, ma l’arrivo di De Rossi ha dato molto entusiasmo. Hanno una squadra che può arrivare tranquillamente alla salvezza. Sono convinto che emergerà il loro valore».
Fonte; CdS
