Doveva essere il giudice infallibile, l’occhio elettronico che avrebbe eliminato ogni dubbio e controversia. Invece il VAR si è trasformato in un territorio senza legge, un Far West dove l’interpretazione cambia da una partita all’altra, da un arbitro all’altro, lasciando tifosi e addetti ai lavori in un limbo di totale incertezza. Episodi identici valutati in modo diametralmente opposto nel giro di poche ore, talvolta nello stesso weekend di campionato. Carlo Ancelotti circa 7 anni fa chiedeva “chi arbitra le partite?” E ad oggi non siamo in grado di dare una risposta.
Questa stagione sta rappresentando una totale disuguaglianza di scelte e una linea interpretativa non omogenea, ne sa qualcosa la Lazio di Lotito protagonista di diversi episodi sfavorevoli nelle ultime giornate. La Lazio è stata l’unico club a chiedere spiegazioni ufficialmente tramite una Pec, ma la risposta non c’è stata.
Nell’edizione odierna fanpage pubblica come sarebbe la classifica oggi senza sviste arbitrali:
“L’analisi sulla graduatoria esatta in campionato è stata effettuata vagliando tutte le situazioni controverse che hanno caratterizzato i match finora disputati e che hanno arrecato danno o beneficio, tralasciando quelle che non hanno condizionato in alcun modo il risultato finale. Il calcolo restituito dall’intelligenza artificiale di “Gemini” cambia qualcosa rispetto alla classifica reale:
1. Inter 40 (42,-2)
2. Napoli 40 pt (38, +2)
3. Milan 37 (38, -1)
4. Juventus 37 (36, +1)
5. Roma 36 (36, =)
6. Como 33 (33, =)
7. Lazio 29 (25, +4)
8. Bologna 28 (26, +2)
9. Atalanta 26 (28, -2)
10. Sassuolo 24 (23, +1)
11. Torino 24 (23, +1)
12. Udinese 23 (25, -2)
13. Cremonese 20 (21, -1)
14. Cagliari 19 (18, +1)
15. Lecce 18 (17, +1)
16. Parma 17 (18 -1)
17. Genoa 15 (15, =)
18. Verona 12 (13, -1)
19. Pisa 12 (11, +1)
20. Fiorentina 11 (13, -2).
Non si tratta di delegittimare il campionato in corso, né di alimentare sterili polemiche. I numeri servono piuttosto a fotografare una situazione e a sottolineare quanto il margine di miglioramento sia ancora ampio. Il VAR rimane uno strumento prezioso, ma necessita di un’applicazione più rigorosa e uniforme.
Il calcio è fatto anche di errori umani, ed è forse anche questo che lo rende speciale a suo modo, ma quando la tecnologia è disponibile e viene utilizzata in modo discontinuo, il sistema perde credibilità.
