Napoli, difesa ritrovata. Ancora clean sheet: i dati

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Quarto clean sheet di fila arrivato contro la Lazio. Non accadeva dalla scorsa stagione, Empoli, Monza, Torino e Lecce a cavallo tra aprile e maggio, nel momento decisivo per lo scudetto. La difesa è di nuovo tornata quella del tricolore, la migliore dei top cinque campionati europei con appena 27 reti subite in campionato. Conte ha ritrovato la solidità perduta all’inizio di questa annata. Lo ha fatto con avversari di spessore, da Riyadh all’Olimpico: Milan, Bologna, Cremonese, Lazio. Quattro partite, zero gol subiti.
Porta inviolata per Milinkovic-Savic. Merito, come scrive il CdS, di una ritrovata compattezza di squadra, di un periodo di forma e brillantezza che si esprime e si traduce in bellezza ed efficacia del gioco e delle prestazioni. Anche contro la Lazio il primo vero pericolo è arrivato solo nel finale con la traversa di Guendouzi. Prima di allora, per Vanja, appena un potenziale brivido nel primo tempo con un colpo di testa di Noslin neppure arrivato al compagno Zaccagni.
L’ultima rete subita dal Napoli il 14 dicembre a Udine, ovvero la perla di Ekkelenkamp a concludere una settimana complessa che si era aperta col ko di Lisbona con il Benfica in Champions (2-0). Dal Milan in poi, per la semifinale di Supercoppa a Riyadh, il Napoli ha messo il lucchetto alla porta con l’applicazione e alla qualità dei singoli: dal leader del reparto Rrahmani al veterano Juan Jesus fino alla solidità di Di Lorenzo, l’intesa Lobotka-McTominay, il lavoro e il sacrificio degli esterni o di Hojlund che pressa tutti e aiuta i compagni anche a centrocampo. Si vince sempre di squadra.
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