Capello e il caso arbitri: spunta la smentita

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In relazione alle dichiarazioni riportate nell’intervista al quotidiano spagnolo Marca, Fabio Capello precisa che quando, in riferimento agli arbitri, ha usato il termine “mafia”, lo ha fatto solamente per chiarire che la classe arbitrale italiana opera come una organizzazione estremamente chiusa, che molto raramente accetta veri momenti di confronto e non appare disponibile a far entrare nelle “sale VAR” sportivi o ex sportivi che non facciano parte della medesima classe arbitrale, come da lui suggerito più volte in dichiarazioni pubbliche, e ampiamente chiarito nel proseguo dell’intervista.

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Fabio Capello coglie l’occasione per rinnovare il suo rispetto per il lavoro e la professionalità sempre dimostrata dagli arbitri italiani e della categoria in generale.
Fabio Capello esprime anche il proprio rammarico per come una frase del tutto decontestualizzata sia stata strumentalizzata e utilizzata in maniera inappropriata.

 

Fonte: Ufficio stampa Carlotta Micol Brignoli

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