Strage di Crans-Montana, Tajani: “Nessun italiano tra i 6 corpi identificati”

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(Adnkronos) – Dopo la strage di giovanissimi di Crans-Montana nella notte di Capodanno, ”le autorità svizzere hanno identificato sei cadaveri e tra loro non ci sono italiani”, ma ”aspettiamo di avere conferme su eventuali vittime italiane, cosa da non escludere”. A dirlo è stato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collegamento con l’edizione straordinaria del Tg2. ”Siamo pronti con volo di Stato nel caso di dover rimpatriare eventuali vittime”, ha aggiunto. 

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“Fra l’altroieri e ieri abbiamo trasferito al Niguarda già sette dei nostri ragazzi, tutti in condizioni molto critiche; ne abbiamo ancora sei che sono in Svizzera: due di loro, se il meteo ce lo permette, li riporteremo qui al Niguarda a fine mattinata”, ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenendo a Rtl 102.5. 

“Ne abbiamo altri quattro, che sono i più critici che sono al centro di ustioni di Zurigo – aggiunge Bertolaso – e lì non capiamo esattamente che cosa potremo fare; entro la giornata di oggi si deciderà quale procedura seguire”. 

“Quando noi eravamo giovani le misure di sicurezza e le conoscenze sui rischi erano molto diversi rispetto a quello che si sa oggi; ai nostri tempi ci poteva stare che ci ritrovassimo in degli sgabuzzini a festeggiare Capodanno o altre feste, oggi non è più accettabile né ammissibile in un Paese moderno com’è la Svizzera”, ha poi aggiunto. 

“Io – ha continuato – credo di essere stato l’unico in questi giorni, con la cautela, con la prudenza e anche con la diplomazia del caso a segnalare il fatto che in Svizzera se si supera di un chilometro il limite di velocità fanno immediatamente la foto e addirittura credo sia quasi penale una violazione di questo genere. Quindi, da un lato c’è un’estrema attenzione, giustissima, e un rigoroso rispetto delle regole e delle leggi. Dall’altro, però, si permettono strutture di questo genere. Le immagini che si sono viste sono semplicemente allucinanti”.  

“È chiaro – avverte – che in quella stanza, con quei materiali, non ci dovevano essere i ragazzi. Non c’erano neanche le uscite di sicurezza sufficienti. Ora, le indagini saranno fatte in terra elvetica per capire di chi sono le responsabilità i gestori”. Intanto, “noi abbiamo perso quaranta ragazzini italiani e questa è una tragedia”.  

 

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