Come riporta la Gazzetta, il Napoli affronta un mercato di gennaio estremamente complicato a causa del blocco sui trasferimenti a costo zero imposto dalla commissione indipendente di vigilanza, che monitora la sostenibilità economica dei club. Le scelte future ruotano attorno all’attacco: il riscatto di Hojlund dal Manchester United appare centrale, ma pesa per almeno 44 milioni, mentre il futuro di Lukaku è incerto tra scadenza contrattuale e ingaggio elevato. Lucca, pagato oltre 35 milioni, non ha mercato e rappresenta un problema di liquidità.
De Laurentiis è chiamato a decisioni delicate: mantenere equilibrio finanziario, sistemare i conti e allo stesso tempo costruire una rosa competitiva per Conte. Nonostante un patrimonio netto solido (180 milioni), le attuali regole federali valutano il rapporto tra ricavi e costi nella stagione in corso, penalizzando gli investimenti estivi. Il possibile ritorno in Champions potrebbe alleggerire la pressione, ma nel breve periodo servirà prudenza.
Il caso Napoli riflette un cambiamento strutturale del calcio europeo: l’Uefa ha introdotto un nuovo sistema di controllo basato sul “monte stipendi allargato”, con verifiche trimestrali e limiti sempre più stringenti, che dal 2026-27 scenderanno allo 0,7. Una svolta che obbliga tutti i club, non solo quelli impegnati nelle coppe, a pianificare il mercato in modo più sostenibile e strategico.
