Lazio-Napoli – Bruno Giordano resta la bandiera di entrambe le tifoserie
Domenica quattro gennaio la Lazio ed il Napoli si affronteranno all’Olimpico di Roma per la diciottesima giornata di campionato di Serie A, e la bandiera per entrambe le tifoserie rimane il doppio ex Bruno Giordano. Il Mattino scrive: “Nel calcio dove non esistono più bandiere e i calciatori cambiano maglia e città a velocità supersonica lui è l’eccezione. Bruno Giordano, romano, classe ’56 (compie 70 anni il 13 agosto), è l’unico ex calciatore ad essere la bandiera di due squadre, amatissimo da entrambe le tifoserie, quelle di Napoli e Lazio. Si può, dunque, immaginare il suo stato d’animo alla vigilia della partita dell’Olimpico che apre il 2026, Giordano è cresciuto nella Lazio, facendo il salto in prima squadra dopo lo storico scudetto del 1974. Pupillo di Tommaso Maestrelli e Giorgione Chinaglia, la maglia biancoceleste come seconda pelle in anni anche duri, come quelli del calcioscommesse e della serie B.
Fino alla proposta dell’estate di 40 anni fa, quando Diego Maradona gli disse dopo una partita che avrebbe fatto di tutto per portarlo a Napoli. E così fu. Cinque miliardi di lire alla Lazio, Giordano il bomber del primo scudetto e della Coppa Italia nella primavera dell’87. Ma appena un anno dopo l’addio, a causa della rottura con Bianchi. C’era tutta una squadra, Diego compreso, che non sopportava i metodi di Ottavio ma pagarono in quattro: Garella, Ferrario, Bagni e Giordano, messi alla porta nel più brutto dei modi. Bruno vive a Roma ma è spesso a Napoli, ad incontrare vecchi e fedeli amici come Luciano Tarantino, storico direttore sportivo, o a partecipare a trasmissioni televisive, dove rievoca i suoi tempi, l’affetto sincero per Maradona e quel gruppo di amici e campioni e parla del futuro, perché dopo aver lasciato dieci anni fa la panchina è diventato un apprezzato opinionista su scala nazionale. Gli sarebbe piaciuto rientrare nella Lazio o nel Napoli con un incarico di prestigio. Ma con Lotito non c’è feeling e De Laurentiis lo ha chiamato soltanto una volta, per la partecipazione a un documentario sulla storia del Napoli”.
Fino alla proposta dell’estate di 40 anni fa, quando Diego Maradona gli disse dopo una partita che avrebbe fatto di tutto per portarlo a Napoli. E così fu. Cinque miliardi di lire alla Lazio, Giordano il bomber del primo scudetto e della Coppa Italia nella primavera dell’87. Ma appena un anno dopo l’addio, a causa della rottura con Bianchi. C’era tutta una squadra, Diego compreso, che non sopportava i metodi di Ottavio ma pagarono in quattro: Garella, Ferrario, Bagni e Giordano, messi alla porta nel più brutto dei modi. Bruno vive a Roma ma è spesso a Napoli, ad incontrare vecchi e fedeli amici come Luciano Tarantino, storico direttore sportivo, o a partecipare a trasmissioni televisive, dove rievoca i suoi tempi, l’affetto sincero per Maradona e quel gruppo di amici e campioni e parla del futuro, perché dopo aver lasciato dieci anni fa la panchina è diventato un apprezzato opinionista su scala nazionale. Gli sarebbe piaciuto rientrare nella Lazio o nel Napoli con un incarico di prestigio. Ma con Lotito non c’è feeling e De Laurentiis lo ha chiamato soltanto una volta, per la partecipazione a un documentario sulla storia del Napoli”.
