CdS Campania – “OCCHI SU CONTE”. I campioni d’Italia in difficoltà e Chivu nel miglior momento stagionale

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Ora la pressione è tutta sul Napoli

 

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I campioni d’Italia in difficoltà e Chivu nel miglior momento stagionale: un senso di rivincita conte alla rovescia

 

 

Un anno dopo è come se il destino si fosse divertito a invertire le parti.

Antonio Conte se n’è rimasto zitto. Niente conferenza. La motivazione ufficiale è bella che pronta: quando il Napoli gioca la Champions, il tecnico non parla alla vigilia del turno di Serie A. Nessun caso. Ma Conte – che ha lavorato anche in Inghilterra – sa troppo bene che la scelta del silenzio dopo due sconfitte consecutive, di cui una per 6-2, e alla vigilia di Napoli-Inter, non può non avere un significato politico. Non può non essere interpretata come lo specchio del clima che si respira dalle parti del Vesuvio. Quanto stride il mutismo di Napoli con la leggerezza che trasmette casa Inter. La conferenza di Chivu di ieri è stata involontariamente scanzonata, con lo schiamazzo dei calciatori in sottofondo e il tecnico che spiegava perché ha deciso di dare un giorno libero ai suoi: «Quando si gioca tanto, il riposo è la miglior forma di allenamento. Mi fido di loro».  

 

Un anno dopo, è come se il destino si fosse divertito a invertire le parti. Sembra un’eternità, ma solo pochi mesi fa l’Inter di Inzaghi rimase schiacciata dal peso delle responsabilità: la Champions, lo scudetto e quell’avversario insidioso che fu psicologicamente abile a giocare continuamente a nascondino. Il Napoli riuscì a imporre la propria linea comunicativa: il principio che aveva poco da perdere. Conte fu molto bravo a impostare la stagione sul mantra «l’obiettivo è dare quanto più fastidio possibile». Il mondo Inter e soprattutto Simone Inzaghi rimasero schiacciati da quella guerra di nervi. E finirono per crollare. In Italia e in Europa. Quell’Inter sprecò più match point nel corso della stagione. Uno anche a Napoli nella partita di ritorno, alla ventisettesima giornata. Stava vincendo 1-0 fino all’87’, poi si fece raggiungere da un gol di Billing (oggi al Midtjylland) il cui passaggio a Partenope sarebbe altrimenti stato dimenticato piuttosto in fretta.

 

Ora la pressione sembra tutta sulle spalle del Napoli. Sono loro i campioni d’Italia. Sono loro, nonostante gli sforzi dialettici di Conte, a essere considerati i favoriti del campionato e ad aver condotto una campagna acquisti che è stata salutata con più rulli di tamburi. In fin dei conti è stato lo stesso allenatore, l’altra sera, a certificare la sconfitta sul piano comunicativo. Ha ammesso che il concetto del grande mercato e del Napoli favorito è passato, magari anche perché alimentato ad arte (questo è il suo pensiero). Va da sé che quando vinci lo scudetto, compri De Bruyne, e poi porti a casa Hojlund per sostituire Lukaku infortunato, oltre a tanti altri acquisti, è fisiologico dover sopportare il peso del primo della classe. Ovviamente questo significa che non hai più nulla della spensieratezza dell’underdog.
I ruoli si sono invertiti. Anche se poi a guardar bene l’Inter è più competitiva di quella dello scorso anno che – non dimentichiamolo – ha sognato persino il triplete. Pio Esposito e Bonny stanno offrendo un rendimento nettamente superiore a quello di Arnautovic e Taremi. Là dietro Akanji ha decisamente più peso specifico di Pavard. E, soprattutto, la scelta di Chivu si sta rivelando particolarmente indovinata. L’intuizione di un uomo di calcio che la sa lunga come Marotta. Chivu sembra ogni giorno di più l’uomo giusto al posto giusto. Un profondo conoscitore di pallone, un bravo allenatore e anche un uomo che indossa con leggerezza la propria intelligenza e la propria competenza. Era quel che ci voleva dopo la mazzata dello scorso anno. Quello scudetto perso sul filo di lana e quei cinque gol in finale di Champions che ancora fanno male. Il risultato è che a Milano oggi si scherza come si fa coi professori l’ultimo giorno di scuola. Mentre a Napoli si sta in silenzio come quando arriva il preside dopo aver combinato qualcosa di grave. Fonte: CdS

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