Lo stop di Lukaku è stata una tegola. Pesante ed inaspettata. Nonostante il poco tempo, occorreva reagire, metterci la famosa pezza, ma facendolo in maniera tempestiva, intelligente e senza farsi prendere per il collo. Non era affatto semplice, tantomeno scontato. Scrive il CdS: “Il Napoli ha reagito e risposto da grande club all’emergenza creata dall’uscita di scena improvvisa di Lukaku: un problema, una soluzione giusta. La migliore a disposizione guardandosi intorno e alla luce del tesoretto costruito innanzitutto sulle cessioni di Kvaratskhelia e Osimhen (150 milioni o giù di lì). Con Rasmus cresce e migliora il livello complessivo della squadra e nello specifico quello dell’attacco, inesorabilmente crollato dopo l’infortunio di Romelu e inadeguato a reggere pesi e misure sui quattro fronti. L’operazione Hojlund rasenta il capolavoro per il rapporto tra l’età, la qualità, la mancanza di alternative altrettanto valide sul mercato, i tempi a disposizione e il potenziale del giocatore. Un centravanti dotato dell’intensità e dell’aggressività perfette per il calcio di Conte, rapido e veloce, capace di giocare per la squadra, di riempire l’area e di attaccare gli spazi. In più, ha 22 anni (23 il prossimo 4 febbraio): il ritorno allo stile Osi, Kvara e Cavani. Uno colpo alla De Laurentiis, con il plus di aver già respirato a pieni polmoni l’aria di Old Trafford, della Premier e della grande Europa.”
