L’allenatore Maddaloni: “Nel 2009 ero vice di Ciro Ferrara alla Juventus, giocammo contro Mazzarri”

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Massimiliano Maddaloni, allenatore, ha rilasciato un’intervista a Kisskissnapoli.it:

 

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Questa Γ¨ la settimana di Juventus-Napoli. Entrambe le squadre hanno un nuovo allenatore quest’anno. Chi tra Thiago Motta e Conte ti sembra piΓΉ avanti nella costruzione del proprio modo di intendere calcio? “Sia Napoli che Juventus hanno intrapreso un nuovo ciclo, con due allenatori secondo me tra i piΓΉ bravi in circolazione. Conte ha giΓ  vinto tanto sia in Italia che in Europa, e doveva riprendere in mano le ceneri del Napoli dello scudetto ed ha giΓ  fatto vedere che per qualitΓ  quest’anno puΓ² giocarsela per qualcosa di importante, ha giΓ  lo spirito giusto per andare in Champions League. La Juve ha preso l’allenatore che per caratteristiche e mentalitΓ  puΓ² ricostruire ciΓ² che serviva dopo la gestione Allegri. Entrambi sono giΓ  sulla buona strada per tracciare il profilo della propria squadra futura”.

 

Entrambe le difese fanno della fisicitΓ  il loro tratto distintivo, sebbene con sistemi di gioco completamente diversi. Chi farΓ  piΓΉ fatica in questa sfida a distanza? “Per me le squadre non si vedono nei reparti per quanto riguarda la difesa, ma soprattutto nel loro essere squadra in termini difensivi. Entrambe le squadre sembrano molto equilibrate, soprattutto la Juventus che in gare ufficiali ha subito un solo gol, ieri in Champions. Il Napoli spinge piΓΉ sui duelli individuali a tutto campo con un pressing molto alto. La Juventus difende con un lavoro piΓΉ di reparto, composta da calciatori con grande fisicitΓ  come Bremer che ha anche grande rapiditΓ  rispetto ai difensori del Napoli”.

 

Kvaraskhelia Γ¨ tornato a mostrare tutti i suoi colpi, mentre la stellina Yldiz ha realizzato il suo primo gol in Champions League. Possono essere i loro talenti a decidere questa partita? “Sono due giocatori che in assoluto possono far fare il salto di qualitΓ  alle proprio squadre, soprattutto nei big match. perchΓ© possono saltare l’uomo e quindi creare la superioritΓ  numerica in una partita cosΓ¬ che puΓ² essere anche un po’ bloccata ed equilibrata. La parte difensiva delle due squadre sarΓ  molto accentuata, quindi i calci piazzati e le giocate possono cambiare il corso della gara, ed i colpi dei campioni possono invertire l’equilibrio”.

 

20 e quell’anno gli azzurri andarono a vincere a Torino in quell’ormai famoso 2-3. Che ricordi hai di quella partita e se puΓ² essere stata quella la svolta della consapevolezza di una piazza che poteva tornare ad essere grande? “Ricordo benissimo quella partita, io ero al seguito di Ciro Ferrara ed a un certo punto ci trovammo ad affrontare il Napoli. Era un Napoli che veniva dall’esonero di Donadoni ed era passata in mano a Mazzarri. Per quasi un’ora dominammo la gara e andammo avanti 2-0, poi improvvisamente ribaltarono tutto e finΓ¬ 2-3 per gli azzurri. In qualche modo ci fece girare male la stagione, mentre agli azzurri svoltΓ² il campionato facendo capire che in quel modo il Napoli poteva ambire a risultati importanti. Peccato per noi perchΓ© per 60 minuti giocammo molto bene, ma nell’ultima mezz’ora il Napoli mostrΓ² la sua qualitΓ  con Lavezzi ma soprattutto con Hamsik che ci fece due gol e riuscirono a vincere la partita”.

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