ESCLUSIVA – A. Santaniello (tal. Scout Chiasso): “Lo Zurigo? E’ una squadra dai due volti, ma il Napoli ha le carte per passare”

All'interno l'intervista al talent scout del Chiasso

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In Italia si parla tanto di strutture per rendere il nostro movimento all’avanguardia, rispetto alle realtà internazionale e si guarda anche alle altre nazioni per vedere quanto si possa migliorare in futuro. Una di queste è la Svizzera e precisamente a Chiasso dove ilnapolionline.com ha intervistato il talent scout della società elvetica Alessandro Santaniello.

 In Italia ancora una volta episodi di razzismo nei confronti di Napoli e di Koulibaly. In Svizzera come si è sconfitta questa terribile piaga? “Hai detto bene tu, è una terribile piaga che va debellata una volta e per tutte. Qui c’è maggior rispetto nei confronti dei calciatori di colore e non si inneggiano cori discriminatori, in questo c’è stato un passo in avanti rispetto all’Italia. Io temo che è una questione di cultura che manca e per sconfiggerla bisogna partire dalle basi e ricominciare da capo”.

Attualmente lavori per lo scouting del Chiasso, c’è differenza tra il nostro e quello elvetico? “In Italia, dove sono stato per tanti anni, si sono fatti passi in avanti non indifferenti, ci sono diversi addetti ai lavori che seguono i calciatori in tutto il mondo e si scoprono molti talenti, soprattutto italiani. Da noi si sta evolvendo, questo lo si può dire, ma non quanto l’Italia, anche se si riescono a scovare molti calciatori validi e che in futuro possono diventare sempre più forti”.

Vivendo in Svizzera segui con molta attenzione lo Zurigo, prossimo avversario del Napoli in Europa League. Che squadra è quella che si troverà di fronte la compagine di Ancelotti? “E’ una squadra quella svizzera dai due volti. In campionato sta facendo molta fatica, è quarta in classifica e nell’ultima sfida è reduce dallo 0-0 contro il Lugano, non certo una squadra di prima fascia. In Europa League invece ha un altro rendimento, visto che in casa ha sconfitto il Bayer Leverkusen, mentre in Germania ha perso di misura nel finale di gara. Come in tutte le competizioni internazionali sono squadre da prendere con le molle, ma il Napoli ha i mezzi per poterli sconfiggere e passare agli ottavi di finale”.

Un bilancio sul momento della squadra del Chiasso e i progetti futuri del club svizzero? “Sulla squadra purtroppo la classifica dice che siamo ultimi nella serie B, non si riesce al momento a trovare la quadratura del cerchio e ci auguriamo che nel 2019 la musica cambi. Per quanto riguarda la società c’è da dire che il progetto è interessante, si punta molto sui giovani e si vuole tornare in alto quanto prima. Vediamo se si riesce sul campo a risalire la china e dare una svolta al nostro movimento”.

Sei stato in Italia e quindi conosci il nostro settore giovanile. Noti dei progressi e come si lavora in Svizzera per la crescita del vivaio? “Sicuramente ho notato una crescita del vivaio in Italia, bisogna ammetterlo, però si è ancora lontani dalle realtà internazionali. Da cosa dipende? Bisogna investire nelle strutture, non molti hanno campi personali, senza contare che quando si gioca contro squadre straniere, spesso ne usciamo male. Vedi il Napoli di Baronio che in campionato è al sesto posto, ma contro il Liverpool ha perso 5-0, un altro livello. Oppure il Milan che dopo anni di vertice ora è ultimo in classifica con cambio in panchina. In passato ho lavorato a Novara e lì è stato costruito un centro sportivo di alto livello, molto bello e all’avanguardia. Un aspetto va detto, negli ultimi anni si comincia a far giocare i giovani nelle prime squadre come ad esempio Cutrone, Donnarumma, Calabria nel Milan, oppure Lazzari alla Spal ha fatto la gavetta, lo stesso Lasagna dell’Udinese, ma non basta per essere ai livelli delle compagini internazionali. Da noi è anche peggio, purtroppo non si crede fino in fondo al settore giovanile, si hanno le squadre forti, ma non abbastanza per poter dire la propria in campo internazionale. C’è ancora molto da fare e mi auguro che si possa fare il più veloce possibile”.

Intervista a cura di Alessandro Sacco

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