L’approfondimento – di A. Tullio: “Napoli, copioni da Oscar e finali horror!”

L’approfondimento – di A. Tullio:  “Napoli, copioni da Oscar e finali horror!”

Sciagurato quanto bello. Bipolare. Ti inganna prima e soffri un secondo dopo perché il Napoli non ha continuità di rendimento nell’arco di novanta minuti. Squadra che gioca a memoria perché recita un copione da oscar rovinato spesso da finali da horror. Quei finali nei quali l’eroe rischia di perire per un raffreddore semplice ed innocuo. E’ un gigante il Napoli quando esprime il suo calcio e trova il goal. La più inaffidabile delle squadre quando dimentica se stessa e quindi l’avversario. Esce dalla partita con estrema facilità e fatica. Grande contraddizione di un Napoli che non si smentisce neanche ad Empoli. I tre punti non bastano neanche a Sarri perché è consapevole di una fragilità strutturale prima di cervello che di natura tecnico tattica. Concede un goal ed un rigore subendo dall’Empoli una reazione non sperata. E’ il Napoli che sa accedere con un nulla una partita chiusa meritatamente. L’interrogativo rimane ancora inevaso perché ci si interroga su ciò che c’è di più misterioso : come colmare deficit che sanno di mancata crescita? Questione fisica? Questione di uomini? Questione di modulo? Già la domanda precisa colmerebbe un dubbio che desta perplessità ed amaro in bocca. Ci si intenda, ad Empoli si è vinto e la vittoria può essere decisiva per il cammino Champions visti i risultati delle altre ma lascia perplessità sulla gestione di una gara. La sua maturità a volte è pari alla sua stessa bellezza. Contraddizioni di un Napoli che deve ancora scendere dentro le viscere di se stesso e combattere i propri mostri. Campionato ed un ritorno di coppa Italia che chiede giudizio perentorio ed immediato. Niente sconti, il Napoli bipolare dovrà risponderne a se stesso ed ai tifosi. Ci vuole solidità vera, quella di chi sa vincere a discapito di ogni bellezza.

a cura di Alessandro Tullio

Alessandro Tullio

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