Contro la Juve è il momento dei veterani. Hamsik e Maggio c’erano nella vittoria di 7 anni fa

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Il 31 ottobre del 2009, Christian Maggio ha ventisette anni, certo non è più un ragazzino, ma è alla sua seconda stagione con la maglia azzurra e da dodici mesi è persino arrivato in Nazionale: l’ha portato al San Paolo Edy Reja, che lo aveva visto crescere, l’ha tenuto tra i propri fedelissimi Walter Mazzarri, che ne fa un esterno del centrocampo a cinque (o a quattro), a protezione della propria difesa a tre.

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Il 31 ottobre del 2009 Marek Hamsik è invece poco più di un enfant (prodige): ha ventidue anni, ne ha vissute di notti, però quella rimane la più luminosa, perché spacca la Storia, riconsegna al Napoli una vittoria a Torino che mancava da un quarto di secolo e lui ci infila una doppietta di gran fattura. La cresta di Hamsik comincia a crescere, comunque si staglia nella galleria dei ricordi – i suoi, di chi c’era quella volta – la sua corsa folle a braccia aperte verso lo spicchio di tifosi del Napoli, che lo sommergono. È una partita pazza, con la Juventus avanti di due gol e una certezza che va confezionandosi dopo un’ora di gioco, quando invece Hamsik spazza via le catene ed ogni indugio ed assieme a Datolo – appena entrato dalla panchina – si regala la magìa di una emozione che resta.

Hamsik

È volato via il tempo e però Hamsik e Maggio sono ancora qui, pronti ad entrare, ognuno a modo suo, nel guiness dei primati: Hamsik insegue Bruscolotti, Juliano, ma anche Maradona, al quale è vicinissimo; e Maggio tocca la 287ª presenza, gliene mancano appena dodici per toccare quota trecento.

Fonte: CdS

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